IRENE STELLIN
45.303372, 12.185134 (Bio-tracce)

stucco in cemento-resina, 100 x 100 x 2 cm, 2025
L’installazione pur presentandosi in misura 100 x 100 cm, è concepita come porzione di un sistema infinito. La superficie modulare non è un’entità chiusa, ma un prelievo del reticolo ininterrotto di tunnel organici che pulsano nel sottosuolo.
La piastrella è un “vetrino da laboratorio” e rende visibile un’architettura biologica universale: una rete di connessioni che esiste ovunque, nel silenzio della terra.
Il processo creativo segue un percorso che va dal bit alla materia. L’immagine del rudere (45.303372, 12.185134), sintetizzata da un algoritmo in un fitto tratteggio, viene riportata alla dimensione fisica attraverso il gesto manuale e ripetuto del trattamento con il silicone.
Questa azione traduce il dato immateriale in traccia tattile, impressa su venticinque stampi differenti.
In 45.303372, 12.185134 (Bio-tracce), la piastrella — simbolo dell’ordine domestico — è solcata da caverne biologiche che mimano le architetture dei decompositori del suolo.
Il gesto del costruire umano e quello dello scavare animale si fondono, e suggeriscono una visione dell’abitare intesa come coesistenza simbiotica. L’opera si fa ponte tra l’uomo e l’ecosistema: un frammento di suolo fertile che testimonia una responsabilità collettiva verso il futuro e la necessaria rinascita della materia.
Biografia
Nata a Noventa Vicentina (VI), nel 1998. Nel 2024 conclude il Biennio specialistico in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2025-2026 è assegnataria di un atelier all’Emeroteca dell’Arte di Mestre (Fondazione Musei Civici di Venezia e Fondazione Bevilacqua La Masa). Vive e lavora tra Villa Estense (PD) e Mestre.
is.irenestellin@gmail.com