DAVIDE DE VIVO
Cipria


fotoceramica su terraglia smaltata, impianto sonoro con speaker a contatto, mobile di legno con pianale in falso marmo di gesso, 54 x 103 x 36 cm, 2025
Vago negli spazi, tanto affascinanti quanto desolati, del recondito collettivo. Pile e montagne di scarto fanno da quinte teatrali agli spettri. Qui il reale smarrisce il suo profilo, la sua intima traccia. Cipria è un portale, uno specchio d’acqua in cui immergersi, tanto confortevole quanto inquietante. Cipria è uno stridìo che risuona nell’intercapedine della notte, tanto familiare quanto alieno.
Fermo e solo, osservo i soffitti grondare di liquido viscoso, che cola sugli intonaci, ribollendo sul parquet, tutto si confonde e si sradica, confluendo in un amalgama informe. Dove sono finiti tutti? Che sapore avevano i lamponi? Tutto intorno a me diventa assurdo, tutto pare attrarmi per poi sorprendermi nell’inganno: decido di andarmene. Prima, però, colgo una porzione, un lembo di questo luogo. Ve lo porgo come l’ho trovato, nella sua nuda e fantastica bizzarria.
Biografia
Nato a Bassano del Grappa (VI), nel 2005. Diplomato al Liceo Artistico De Fabris di Nove (VI) nell’indirizzo di Arti Figurative. Attualmente è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’Atelier di Decorazione B.
devivodavide7@gmail.com